Asta deserta: come funzionano i ribassi del prezzo
Quando una vendita giudiziaria non riceve offerte valide si dice andata deserta. Il bene non torna al debitore: il giudice dispone un nuovo tentativo, di norma a un prezzo base più basso. Sugli immobili la riduzione può arrivare fino a un quarto del prezzo precedente (art. 591 c.p.c.), e dopo il quarto tentativo andato deserto può spingersi fino alla metà. Sui beni mobili la percentuale non è fissata dalla legge: è il giudice a stabilire nell’ordinanza i criteri di riduzione, il numero dei tentativi — non più di tre — e un termine finale non superiore a sei mesi (art. 532 c.p.c.).
Perché un’asta va deserta
Il motivo più frequente non è che il bene non valga: è che il prezzo base della prima vendita parte dalla stima del perito, che è una valutazione tecnica e non un prezzo di mercato scontato. Alla prima tornata il bene costa quanto vale, e chi cerca l’occasione non si muove.
Poi ci sono i motivi strutturali: un immobile occupato, un capannone con impianti da adeguare, una macchina che pochi sanno valutare. Meno compratori possibili significa più probabilità che la prima vendita passi senza offerte.
Su categorie con bacino ristretto — sollevamento, movimento terra, macchine speciali — le prime vendite deserte sono la norma, non l’eccezione. È lì che si formano gli sconti veri.
Di quanto scende il prezzo, davvero
Sugli immobili la norma dà al giudice la facoltà di ridurre il prezzo base fino a un quarto rispetto a quello del tentativo precedente. Non è automatico e non è sempre il massimo: la percentuale effettiva è scritta nell’ordinanza, e può essere del dieci, del quindici o del venticinque per cento.
Dopo il quarto tentativo andato deserto il giudice può spingere la riduzione fino alla metà del prezzo base precedente. È la situazione in cui compaiono i lotti che sembrano regalati: quasi sempre hanno una ragione — occupazione, difformità, posizione — che va cercata nella perizia.
Sui beni mobili non esiste una percentuale di legge. L’art. 532 c.p.c. dice che il giudice fissa i criteri di riduzione, quanti tentativi fare (al massimo tre) e un termine finale non superiore a sei mesi. Il ribasso concreto, quindi, si legge sempre nell’avviso di vendita del singolo lotto.
Attenzione a una confusione frequente: il ribasso del prezzo base è una cosa, la possibilità di offrire meno della base è un’altra. Sugli immobili le due cose si sommano, perché l’offerta può stare fino a un quarto sotto la base (art. 571 c.p.c.).
Perché il momento conta più del lotto
Lo stesso identico bene, alla prima e alla terza vendita, è un affare diverso. Chi guarda le aste una volta ogni tanto vede quasi sempre lotti alla prima tornata, cioè quelli meno convenienti; chi le guarda tutti i giorni vede i ribassi il giorno in cui vengono fissati.
La conseguenza pratica è che il valore non sta nel trovare i lotti — sono pubblici — ma nel sapere quando cambiano di stato. Un lotto già visto e scartato due mesi fa può essere quello giusto oggi, e nessun portale ti avvisa che è cambiato.
È esattamente il lavoro che facciamo: monitorare tutte le fonti, riconoscere lo stesso lotto quando ricompare ribassato, e avvisare chi ha quel profilo di interesse.
Cosa succede se nessuno compra mai
Se i tentativi si esauriscono senza offerte, la procedura può prendere strade diverse: nuovi esperimenti con condizioni modificate, l’assegnazione al creditore, oppure la chiusura dell’esecuzione nei casi previsti dalla legge.
Per chi compra, il caso interessante è il precedente: il momento in cui il prezzo è già sceso più volte ma la procedura sta ancora provando a vendere. Da lì in avanti la finestra si stringe.
Domande frequenti
Dopo quante aste deserte il prezzo scende della metà?
La riduzione fino alla metà del prezzo base precedente è prevista dopo il quarto tentativo andato deserto (art. 591 c.p.c.). Fino a quel punto la riduzione massima per tentativo è di un quarto, e la percentuale effettiva la decide il giudice nell’ordinanza.
Il ribasso è automatico?
No. La legge dà al giudice la facoltà di ridurre entro certi limiti, non l’obbligo di applicare sempre il massimo. Per questo il prezzo base della vendita successiva va sempre letto nel nuovo avviso.
Sui beni mobili di quanto scende il prezzo?
Non c’è una percentuale di legge: il giudice stabilisce i criteri di riduzione e il numero dei tentativi, non superiore a tre, con un termine finale non superiore a sei mesi (art. 532 c.p.c.). Il dato reale sta nell’avviso di vendita del lotto.
Come faccio a sapere quando un lotto viene ribassato?
Serve seguire il lotto nel tempo su tutte le fonti dove compare, riconoscendolo anche quando cambia codice o portale. È il motivo per cui esiste il nostro servizio di avviso: il ribasso è l’evento che vale, e succede senza preavviso.
Questa guida spiega regole generali e cita le norme di riferimento: non è consulenza legale. Sul singolo lotto fa fede l’avviso di vendita, insieme all’ordinanza e alla perizia della procedura.