Distretti italiani.
Otto distretti manifatturieri al centro degli studi mensili. Per ogni distretto: stima imprese attive (Registro Imprese / ISTAT), ATECO primaria, brand di riferimento, stato dello studio nell'archivio editoriale.
Prato
Distretto storico della pelletteria, oggi al 76% a controllo cinese (2025). Tier 2–3 del lusso italiano. Trasformazione co-etnica documentata su 25 anni di registro CCIAA.
Scandicci
Hub dell'eccellenza pelletteria mondiale. Sede di hub manifatturieri Tier 1 di proprietà delle maison. Filiera verticalmente integrata e formazione propria (Polimoda).
Brianza
Cuore del design italiano d'arredamento. Sopravvive grazie a marchi storici premium e export. Generational shift critico (imprenditori >65 anni in maggioranza).
Vigevano
Distretto calzaturiero storico in forte contrazione (–70% dal 1990). Specializzazione donna alto di gamma. Rimanenza di poche realtà industriali.
Riviera del Brenta
Distretto calzatura luxury più importante d'Europa. ~70% della produzione è per maison francesi. Studio in preparazione per giugno 2026.
Carpi
Distretto maglieria femminile storico. Specializzazione pronto-moda. Forte presenza di brand mid-luxury. Esposto alle stagionalità retail e ai cicli del fast fashion.
Biella
Capitale mondiale della lana pregiata. Filati e tessuti per i sarti di Savile Row e per il pret-à-porter di alta gamma. Verticale, integrato, premium.
Como
Distretto setiero unico in Europa. Stamperia, tessitura, finissaggio. Cliente principale Hermès (foulard) + maison della moda francese e italiana.